Sostenibilità e design

La sostenibilità e il design: amore o relazione pericolosa?

17.07.2020

Sostenibilità e design: cosa è cambiato negli ultimi 50 anni?

“Nulla si crea, nulla si distrugge: tuttavia tutto si accumula in attesa di essere trasformato”. Nel ’64 Vittorio Gregotti parla di sostenibilità e design. Otto anni dopo lo studio del Massachusetts Institute of Technology “The limits of growth” afferma: «nell’ipotesi che l’attuale linea di sviluppo continui inalterata nei cinque settori fondamentali (popolazione, industrializzazione, inquinamento, produzione di alimenti, consumo delle risorse naturali), l’umanità è destinata a raggiungere i limiti naturali dello sviluppo entro i prossimi cento anni…».
Negli ultimi cinquant’anni il mondo del design si è interrogato sul tema ambiente; si è arrivati a capire la necessità di applicare sistemi sostenibili e a basso impatto a produzioni in serie. Questo per poter realizzare azioni in qualche modo risolutive.

È possibile trovare un equilibrio fra progettazione, tecnologia e ambiente?

Molte aziende leader del settore del design stanno oggi scegliendo un approccio più sostenibile: dalla scelta di materiali riciclati e a basso impatto all’utilizzo di materie prime trasformate. Oggi i designer si interrogano sul ciclo di vita del prodotto. Si cerca di migliorare il benessere e la vita delle persone.
Oggi la sostenibilità è un valore fondamentale nella progettazione: si sta realizzando quello che negli anni ’70 sembrava impossibile: trovare un equilibrio fra progettazione, tecnologia e ambiente. Infatti si è fatta strada nel pensiero comune l’idea che sia possibile vivere in armonia con l’ambiente, preservandolo per il futuro.

Tre nomi del design sostenibile

Arper, Noho e Dixpari sono tre importanti aziende del settore design che hanno fatto scelte sostenibili.
Per la collezione Adell l’azienda Arper ha deciso di utilizzare plastica riciclata: l’intero concept è stato studiato perché possa essere facilmente disassemblato e quindi riciclato a sua volta. Lo stile e la versatilità delle sedute rende la collezione un pezzo “da tramandare”, adattabile quindi a diversi ambienti; questo ne aumenta la durabilità.
Anche le collezioni Duna e Juno di Arper sono proposte in plastica riciclata post-industriale.
Noho, azienda neozelandese di design, ha progettato una seduta interamente realizzata in nylon Econyl. Il materiale, realizzato dall’azienda italiana Aquafil grazie al recupero di reti da pesca, vecchi tappeti e scarti post-industriali, esprime i valori di sostenibilità ambientale del marchio. Econyl permette di ripensare al design in modo circolare, in particolare rende il fine vita dei prodotti un nuovo inizio.
Dixpari è un marchio dell’azienda Spa che realizza lampade riutilizzando il materiale in eccesso dei processi produttivi dell’azienda stessa.
Le collezioni Alone e Macramè hanno forme caratteristiche: ogni lampada è unica e per questo viene numerata. In questo modo ciò che prima era considerato uno scarto rivive, diventa opera unica. Un esempio interessante di sostenibilità.

Cosa aspettarsi dal futuro del design

Per quanto riguarda il domani del design, ci aspettiamo che la sostenibilità diventi sempre più un valore nella progettazione; è importante che l’atteggiamento positivo verso il design sostenibile parta dai consumatori: ognuno di noi ha la responsabilità di fare scelte di acquisto consapevoli; solo così l’equilibrio tra design industriale e ambiente potrà essere raggiunto.

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